Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della "Maniera
Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della "Maniera
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Rep-lo a casa en una setmana per Missatger o Eco Enviament*Sobre el libro Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della "Maniera de publicado por Giunti en 2013:
Catalogo della mostra: Firenze, Galleria degli Uffizi, 5 marzo-26 maggio 2013. La mostra rappresenta il primo evento espositivo dedicato all´attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l´inizio del Cinquecento e gli anni venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale animato a Firenze, a Roma e a Napoli. Nel numero di queste personalità, spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell´arte moderna, si contano figure come quelle di Alonso Berruguete, di Pedro Machuca, di Pedro Fernández (meglio noto come lo ´´Pseudo-Bramantino´´), di Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe, provenienti da diverse località della penisola iberica - Palencia, Toledo, Murcia e Burgos - e capaci di imporsi come protagonisti del ´manierismo´ europeo. Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscere loro una posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento. Giorgio Vasari, ad esempio, nelle ´´Vite de´ più eccellenti pittori, scultori ed architettori´´ ricorda il Berruguete accanto a Rosso e Pontormo nello studio delle opere di Michelangelo e Leonardo; ma anche Pietro Summonte, celebre letterato campano, cita i lavori di Ordóñez e De Silóe in una lettera del 1524 sui più importanti monumenti di Napoli. La mostra si articola pertanto in quattro sezioni che, nel rispetto di una scansione geografica, intendono accostare prestigiosi capolavori creati da simili artisti a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento. In quella d´apertura, dedicata a Firenze, si ricostruirà l´attività italiana di Alonso Berruguete, studiata da Roberto Longhi e Federico Zeri: si avrà così l´inedita possibilità di confrontare direttamente le opere riferite all´artista - oggi per lo più conservate agli Uffizi e in altri importanti musei italiani e stranieri (la Collezione Loeser in Palazzo Vecchio e la Galleria Borghese a Roma) - valutandone allo stesso tempo la modernità nell´accostamento a risultati significativi di pittori e scultori a lui contemporanei, fra cui Andrea del Sarto, Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli e Jacopo Sansovino. Si potrà giudicare il peso che la tradizione cittadina ebbe sull´arte di Alonso anche grazie ad autografi di Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi e Piero di Cosimo, tutti presenti in mostra. Nella seconda sezione, attorno alle tavole di Pedro Machuca, si rifletterà invece sul contributo di questo pittore alla bottega di Raffaello a Roma fra gli anni dieci e venti, verificando l´influenza che la lezione del Sanzio ebbe sull´Italia del Sud attraverso i dipinti di Pedro Fernández, attivo nella penisola fra Milano, il Lazio e la Campania. La terza sezione proporrà al pubblico alcune eccezionali sculture eseguite da Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe durante la loro residenza partenopea nel secondo decennio del secolo, vertici assoluti della statuaria ´manierista´: di esse si illustreranno i riflessi sulla cultura campana, grazie alle opere di Girolamo Santacroce e di Domenico Napolitano. Nell´ultima sezione della mostra si presenteranno invece creazioni realizzate da questi stessi artisti iberici al loro rientro in patria, fra Valladolid, Granada e Toledo, così da permettere ai visitatori di valutare l´eredità della lezione italiana sul loro stile e sul loro linguaggio figurativo.El llibre Norma e capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della "Maniera de pertany a la matèria
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